Posts tagged with Natale...

Il mio post sotto l’albero

Benvenuti a questo commovente Natale.
Eccoci qui. Io con la mia avversione per le feste comandate religiose, voi con il vostro ottimismo. Che siate cattolici, cristiani, non credenti, comunque siete allegri, spensierati, o almeno ci provate. Vi invidio un po’. Andate in giro per fare gli auguri ai parenti, come prima siete andati nei negozi a comprare loro regali che ora state scambiando. Sì, magari la maggior parte delle volte si tratta di regali che voi metterete di lato e non guarderete mai più. Altre volte sono pensieri carini, perché i vostri amici, i vostri familiari, vi conoscono bene.  Io ho ricevuto pochissimi regali. I migliori sono il cappello da mia sorella e i paraorecchie da mia zia. L’abbonamento ai musei di Torino è un regalo prenatalizio da parte di P. e lo adoro. Ok, e poi? Non ditemi che il Natale è questo. Non ditemi che è fatto di regali e cenoni e pranzi. Per qualunque motivo voi festeggiate questo giorno è comunque un giorno felice, fatto di casa e famiglia.  La mia famiglia è veramente ridotta all’osso, quella di sangue almeno. La mia vera famiglia è sparsa in giro per l’Italia. Palermo, Roma, Torino. Mi chiedo ogni tanto se ci sia qualcuno in qualche altra città. Non ho bisogno che arrivi Natale per sentirne la mancanza. Però sì, oggi mi mancano più del solito. Mi mancano perché se deve esserci un Natale per me deve essere necessariamente con loro, se devo pensare a qualcosa di felice sono loro ad essere coinvolti. Così mentre tutti voi sorridete, magari un po’ scocciati da queste festività ma comunque contenti, io sono a casa, da sola, e scrivo il mio post sotto l’albero.

Be’, tanti auguri.

zalesthebard:

La città era piena di rumore by pingendiartifex on Flickr.
La città era piena di rumore: era sempre più difficile parlare e ascoltare. E poi c’era il bosco silenzioso. Ma nel silenzio del bosco ci si perdeva. Chi non sopportava il rumore della città andava nel bosco, e il silenzio se lo portava via. Così si sparse la voce che nel bosco c’era un orco. Furono mandati soldati e anche quelli sparirono. Quando Luì il matto arrivò in città, trovò rumore e musi lunghi. Qualcuno gli raccontò la storia di quelli che sparivano nel silenzio e a Luì venne una gran voglia di fare una passeggiata nel bosco. Ma capì che era necessario studiare la lingua del vento e della pioggia, dei sassi, del legno e della terra. E dopo tanto studiare Luì inventò uno strano bastone che faceva un rumore dolce ad ogni passo. Tric trac, fran fran troc. Così il bosco non era più tanto silenzioso. Poi, le forme degli alberi e della terra tentarono di ingannarlo. Ma Luì con il suo coltellino intagliò il legno e raccolse pietre, e legò rami e fece balene orchi elefantesse. Le illusioni del bosco silenzioso diventarono cose da toccare e tutti quelli che si erano perduti incominciarono a saltare fuori come funghi. Da quel giorno tutti i bambini vollero i bastoni sonori di Luì per non perdersi nel silenzio e nel rumore. E quando chiesero a Luì che nome dare ai suoi bastoni, egli disse: chiamateli sonagli. E così fu. Guido Quarzo - Luì e l’arte di andare nel bosco

zalesthebard:

La città era piena di rumore by pingendiartifex on Flickr.

La città era piena di rumore: era sempre più difficile parlare e ascoltare. E poi
c’era il bosco silenzioso. Ma nel silenzio del bosco ci si perdeva. Chi non
sopportava il rumore della città andava nel bosco, e il silenzio se lo portava via.
Così si sparse la voce che nel bosco c’era un orco. Furono mandati soldati e
anche quelli sparirono.
Quando Luì il matto arrivò in città, trovò rumore e musi lunghi. Qualcuno gli
raccontò la storia di quelli che sparivano nel silenzio e a Luì venne una gran
voglia di fare una passeggiata nel bosco. Ma capì che era necessario studiare la
lingua del vento e della pioggia, dei sassi, del legno e della terra. E dopo tanto
studiare Luì inventò uno strano bastone che faceva un rumore dolce ad ogni
passo. Tric trac, fran fran troc.
Così il bosco non era più tanto silenzioso. Poi, le forme degli alberi e della terra
tentarono di ingannarlo. Ma Luì con il suo coltellino intagliò il legno e raccolse
pietre, e legò rami e fece balene orchi elefantesse.
Le illusioni del bosco silenzioso diventarono cose da toccare e tutti quelli che si erano
perduti incominciarono a saltare fuori come funghi. Da quel giorno tutti i bambini
vollero i bastoni sonori di Luì per non perdersi nel silenzio e nel rumore. E quando
chiesero a Luì che nome dare ai suoi bastoni, egli disse: chiamateli sonagli. E così fu.

Guido Quarzo - Luì e l’arte di andare nel bosco

28

Ottobre

62 note

This photo was reblogged from zalesthebard and originally by zalesthebard.

#città #Torino #Natale #piemonte #luci #festa #bosco #storia #frasi #fotoincatenate

senonsenehapaura:

hahahahaha (da Toscana non posso che ribloggare).

Sì, sì, ma ora non vi prendete meriti. L’ho fatto io, Chiaralice, ieri con Photoshop per Apostocosì http://ff.im/uXrH9

senonsenehapaura:

hahahahaha (da Toscana non posso che ribloggare).

Sì, sì, ma ora non vi prendete meriti. L’ho fatto io, Chiaralice, ieri con Photoshop per Apostocosì http://ff.im/uXrH9

10

Dicembre

17 note

This photo was reblogged from senonsenehapaura-deactivated201 and originally by prostata.

#Chiaralice #Apostocosì #Natale